Scritto da Gianni Forcolini
09-03-2009 18:09:53
Luce bianca per le nostre città
La valorizzazione del patrimonio monumentale
Si può dire che - forse con l’esclusione dei piccoli insediamenti urbani in contesti di tipo rurale - non esista più, come in passato, una netta differenza tra la città diurna e quella serale o notturna. Il ciclo giornaliero delle funzioni e delle attività sul suolo pubblico subisce rallentamenti e accelerazioni, ma ci sono parecchi elementi di continuità.
Di giorno si concentrano le attività di lavoro, ma di notte subentrano altre funzioni e la città mostra la propria vitalità sotto altre forme. Il fenomeno della continuità si manifesta in modo chiaro nelle città o nelle località a vocazione turistica o commerciale. Di sera e di notte si moltiplicano le occasione di incontro e di scambio.
Sicurezza e senso di protezione
Quando la città non è più rischiarata dalla luce del Sole e del cielo sorgono problemi di sicurezza e protezione. Il bisogno di sicurezza può essere considerato primario per tutta la cittadinanza. La banale passeggiata a piedi, oppure la guida a velocità ridotta di un veicolo, possono diventare delle esperienze irte di pericoli. A tutti sarà capitato di trovarsi in una strada buia: se si è alla guida di un’auto diventa indispensabile accendere i fari e bisogna fare molta attenzione ai lati della sede viaria, cioè alle zone che i fari non illuminano con la stessa luminanze delle zone di fronte al veicolo. Se si è a piedi, facilmente si perde l’orientamento. Non si riesce a riconoscere i passanti e si percepisce uno sgradevole senso di isolamento e di mancata protezione. Ovunque l’illuminazione artificiale è vissuta come una dotazione urbana assolutamente necessaria in quanto diventa la condizione per poter vedere.
Illuminamenti e visibilità
Seguendo i dettami dell’illuminotecnica tradizionale si è a lungo ritenuto che la buona visione fosse una conseguenza degli illuminamenti presenti su un manto stradale o su un marciapiede. In realtà il dato dei lux sui piani orizzontali non è sufficiente per vedere bene. In particolare per i pedoni è molto importante l’illuminamento sui piani verticali e l’illuminamento semicilindrico ai fini del riconoscimento delle persone a una distanza tale da rendere possibile, di fronte a una qualsiasi minaccia, una reazione efficace di difesa.
L’illuminamento semicilindrico è dato dalla media di tutti gli illuminamenti che si registrano sui piani verticali che ruotano rispetto all’asse verticale passante per il punto di interesse, occupando essi, in tal modo, il volume definito da una virtuale metà di cilindro, per l’appunto il semicilindro di riferimento.
La tonalità bianca della luce
Ma non basta. Recentemente si è dimostrato che anche la tonalità della luce ha una sua rilevanza nel valutare la visibilità. Utilizzando lampade in grado di generare luce con indice di resa cromatica superiore al valore di 60 (Ra > 60) si migliora sia la percezione dei contrasti, sia la riconoscibilità delle persone. I risultati della ricerca nascono dal confronto con l’illuminazione, oggi molto comune, data dalle lampade a vapori di sodio ad alta pressione, con la loro caratteristica tonalità giallo-arancio e un ridotto indice Ra.
Come è noto, questi tipi di lampade a scarica compatte sono preferiti per l’alta efficienza luminosa e per la lunga durata media di vita.
Oggi, tuttavia, l’evoluzione tecnologica offre alternative di grande interesse. Ci riferiamo alle nuove lampade a vapori di alogenuri (dette anche “a ioduri”) con bruciatore ceramico, ancor più compatte e leggere dei modelli al sodio. Hanno efficienze superiori: una ioduri da 60 W eroga un flusso di 6800 lumen, con un’efficienza pari a circa 113 lm/W. Al confronto, una sodio ad alta pressione da 70 W eroga 6600 lumen con un’efficienza di 94 lm/W. Per le ioduri la durata di vita media è di 12 000 ore e le temperature di colore si attestano intorno ai 2800 K o 3000 K. Grazie alla tonalità bianca l’ambiente urbano assume un aspetto più brillante e naturale. Anche le riprese fatte con le telecamere di sorveglianza risultano più nitide e chiare, con più dettagli.
Il miglioramento della visione è tale da consentire una significativa riduzione degli illuminamenti. Le stesse normative sull’illuminazione delle strade prevedono un declassamento nella quantità di lux per le strade illuminate con luce di buona resa dei colori (il vincolo è: Ra superiore a 60). La Norma UNI 11248 “Illuminazione stradale” (ottobre 2007), versione italiana della Norma Europea UNI EN 13201, prevede al punto 7.4 la possibilità di ridurre la categoria illuminotecnica. In pratica questo declassamento consente di portare il valore dell’illuminamento mantenuto a circa il 30% in meno.
Dunque, nell’ambito di una strategia volta al contenimento dei consumi energetici, alla maggiore efficienza luminosa bisogna aggiungere un livello inferiore degli illuminamenti.
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